Andrea Boccaletti

Giovane pianista di formazione torinese di indubbia bravura che fornisce una immagine fresca e vivace come interprete della musica classica.

Essere un pianista è una filosofia


boccalettiIl debutto ufficiale di Andrea Boccaletti, nato a Torino nel 1984 e diplomato in pianoforte e in composizione al Conservatorio di Torino nell’ottobre 2005, è avvenuto il 6 giugno 2007 nello stesso Conservatorio con il 3° Concerto per pianoforte ed orchestra di Beethoven con l’Orchestra sinfonica della Valle d’Aosta diretta dal Maestro Guido M. Guida. Ospite del 25° Festival organistico internazionale organizzato dal compianto Massimo Nosetti ha eseguito nel 2008 nella stessa sala e con la stessa orchestra il Concerto in Sol di Ravel. Docente di pianoforte principale al Liceo Musicale di Aosta, negli ultimi anni il pianista si è esibito in varie località italiane e all’estero, sia da solista che in veste cameristica. Il suo ultimo recital è del 13 aprile del 2014 nell’Auditorium delle Clarisse di Rapallo; risale invece al 4 maggio il debutto nel duo voce-pianoforte a Tavagnasco (Torino), nella Chiesa di Santa Margherita, con il soprano russo Elena Bakanova in un concerto di musiche francesi d’inizio Novecento. Andrea Boccaletti è un giovane pianista di formazione torinese che presentiamo con piacere ai Lettori di “Protagonisti” sia per l’indubbia bravura sia perché fornisce una immagine fresca e vivace come interprete della musica classica.

Una domanda forse scontata, come si è avvicinato alla musica?

“Il tutto nacque sostanzialmente quando avevo appena otto anni: venni attratto da un vecchio pianoforte verticale che in casa nessuno usava. I miei genitori, vedendomi “giocare” con i tasti, pensarono di affidarmi a un insegnante per qualche lezione”.

Riesce a mantenere la sua iniziale passione per la musica, malgrado tutti gli impegni pressanti, come lo studio, i viaggi, i concerti, che l’attività di musicista le impone?

“Assolutamente, anche se, ai momenti di esaltazione (pubblico entusiasta, affermazione in un concorso, slancio nell’esecuzione) seguono inevitabilmente fasi di stanchezza e scoramento, dovuti allo stress psicofisico imposto da un tale costante impegno”.

Come reagisce ai momenti di stanchezza?

“A questo proposito vorrei ricordare quel che disse Arturo Benedetti Michelangeli: “Essere un pianista o un musicista non è una professione, è una filosofia, uno stile di vita che non può basarsi né sulle buone intenzioni, né sul talento naturale. Bisogna avere prima di tutto uno spirito di sacrificio inimmaginabile”.

Come pianista, Andrea Boccaletti non potrebbe fare a meno di cosa?

“Il pubblico entusiasta, il palcoscenico… Se mi venisse a mancare quel contatto, mi sentirei un pianista dimezzato”.

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