Era un “semplice” maestro elementare, Beppe, ma fu proprio il mondo della scuola a dargli l’opportunità di esprimere al meglio il suo innato talento.

Beppe Maiolino, un maestro


Non è facile raccontare in poche righe il “chi era” di Beppe Maiolino, personaggio straordinario che dedicò larga parte della sua esistenza al mondo della scuola e alla diffusione della cultura. Cercherò di coglierne alcuni tratti, quelli a me più noti.

beppe-maiolinoEra un “semplice” maestro elementare, Beppe, ma fu proprio il mondo della scuola a dargli l’opportunità di esprimere al meglio il suo innato talento. Per Lui, infatti, il concetto di scuola andava oltre la tradizionale “divulgazione” di nozioni, spesso avulse dalla realtà; la Scuola per Lui era intesa come “Scuola di vita”, saldamente agganciata alla realtà quotidiana, che riconosce nei ragazzi l’embrione del futuro cittadino e di conseguenza, oltre alle nozioni, deve fornire loro soprattutto gli strumenti per potersi destreggiare tra le innumerevoli insidie della vita.

La sua figura fu quella di un uomo dotato di grande onestà morale e di una rara sensibilità sociale tanto che, quando una legge lo mandò in pensione anticipata, volle continuare ad impegnarsi per la comunità a titolo gratuito, fermamente convinto che solo attraverso questo “servizio” avrebbe riscattato il suo debito verso lo Stato.

Ed è con questo spirito che Beppe Maiolino entrò a far parte del Distretto Scolastico di Fossano, fin dalla sua istituzione, per dedicarsi a quelle iniziative, vere e proprie “creature”, con le quali riuscì a tradurne i principi teorici in splendide e palpitanti realtà.
Basterebbe citare, ad esempio, la Stagione Culturale, poi gestita dall’Associazione CETLI – Cultura e Tempo Libero Intelligente, da Lui fondata.

Con la Stagione Culturale, organizzando una serie di pullman verso i teatri torinesi Beppe consentì a centinaia di persone di avvicinarsi al mondo del teatro, della lirica, della musica classica, della danza, e poco a poco arricchire il proprio spirito ed ampliare i propri orizzonti, di fatto concretizzando quel principio di “Educazione permanente” sancito nei decreti delegati che avevano dato origine ai Distretti Scolastici.

E a proposito di educazione permanente, come non citare l’Unitre, l’Università della Terza Età, di cui Beppe ebbe il grande merito di intuire l’importanza nell’ambito locale, non solo quale luogo di cultura, ma soprattutto di incontro, di confronto e di scambio di esperienze generazionali. Fu così che nell’autunno del 1982 mosse i primi passi l’Unitre di Fossano che, dopo una serie di peregrinazioni iniziali, da quasi 30 anni è ospitata in una bellissima struttura, perché Beppe fu l’uomo illuminato che con estremo coraggio, o forse incoscienza, e magari un pizzico di faccia tosta riuscì a sussurrare all’orecchio dell’ing. Bongioanni quelle parole che, grazie alla sua grande sensibilità sociale, si tradussero poi nel miracolo della prestigiosa Sede in cui l’Unitre di Fossano attualmente opera.

Chi lo ha conosciuto sa che Beppe era una mente fervida che produceva, a ritmo galoppante, un vortice di idee e di attività nel quale si tuffava con creatività, generosità, intelligenza, intuizione. Molti infatti lo definivano un vulcano in perenne eruzione. Ed è vero, Lui era proprio così. Lui “credeva” in ciò che faceva, ci credeva a tal punto che con il suo entusiasmo riusciva sempre a coinvolgere le persone.
Come riuscì a coinvolgere l’editore Carlo Bertolino quando gli venne l’idea di fondare una rivista che potesse raggiungere tutti gli iscritti dell’Unitre. Nacque così UNITRE INFORMA quale foglio destinato agli iscritti dell’Unitre di Fossano ma che, “scoperto” dalla Presidente nazionale, ben presto fu adottato quale Organo Ufficiale per le Sedi, i Corsisti e i Docenti di tutte le Unitre d’Italia. Purtroppo non ebbe vita facile, questa rivista, che poco a poco, per oscuri motivi, fu affossata proprio da chi ne aveva intuito il potenziale…

Ma non è possibile parlare di Beppe Maiolino senza accennare a Maddalena, la sua sposa, perché mai come in questo caso si trattò di una vera e propria simbiosi, complementari come erano l’uno all’altra: il fuoco e l’aria. Una coppia nella quale era tangibile l’esistenza di una rara forma di solidarietà, quasi una sorta di complicità.

Chi, come me, ha avuto la fortuna di frequentare la loro casa, sa di che cosa sto parlando. Una casa il cui cuore, proprio come le buone case “di una volta”, era la cucina, nella quale chiunque veniva accolto amichevolmente, senza formalità, e che, a seconda delle circostanze, poteva essere il luogo in cui gustare un succoso piatto di spaghetti, magari all’una di notte di ritorno da teatro, oppure trasformarsi in un vero e proprio centro di programmazione, dove venivano definiti gli appuntamenti per la Stagione Culturale, o si organizzavano i corsi per il nuovo anno accademico dell’Unitre, oppure ancora in una sala stampa, dove si provvedeva alla stesura del nuovo numero di “Unitre Informa”, che a breve avrebbe raggiunto gli iscritti Unitre in tutta Italia.

E tutto questo in un ambiente in cui si mescolavano allettanti profumi di cucina e fervente entusiasmo, furtivi gesti affettuosi e animate discussioni, sempre alla presenza attenta e partecipe di Maddalena, che si alternava con eguale disinvoltura nel ruolo di segretaria o in quello di perfetta donna di casa, spesso alimentando la discussione con il contributo di una coppa di spumante che, se ancora ce n’era bisogno, aggiungeva nuove bollicine all’effervescenza già presente nell’aria.

Calabrese di nascita, prima di approdare a Fossano Beppe si era trasferito a Bordighera dove, poliedrico quale era, aveva anche esercitato il mestiere di “paparazzo”, ai tempi in cui il bel mondo dello spettacolo e dell’arte si trasferiva in quella città, trasformando in occasione mondana il famoso Salone Internazionale dell’Umorismo. Fu in quelle occasioni che ebbe modo non solo di conoscere ma di stringere una forte amicizia con molti dei più rinomati umoristi che, con le loro vignette, ancora oggi occupano le pagine dei quotidiani e dei periodici nazionali.

Poteva Beppe farsi sfuggire una simile opportunità?… Manco a parlarne! E fu così che nel 1988 gli venne la folgorante idea di far venire qui, a Fossano, i suoi amici Umoristi per una mostra che avrebbe preso il nome di “Umoristi DOC”, nata da una costola dell’Unitre con l’intenzione di suggerire ai fossanesi un’opportunità per migliorare la qualità della vita con la cosa più semplice, ma anche più difficile da realizzare: il sorriso, quel pregevole distillato dell’intelligenza che sa cogliere l’inatteso dalle situazioni più comuni. Fu subito un successo, e dopo la 20ª edizione la rassegna sentì il bisogno di ampliare i propri orizzonti e ospitò vignettisti provenienti da ogni parte del mondo, trasformandosi in “SportHumor”. Ma anche qui poi fu crisi, la crisi degli anni 2000 che prosciugò le fonti di finanziamento, tanto che la rassegna dovette cessare.

Sono passati 20 anni da quel 14 ottobre 1995, giorno dell’improvvisa scomparsa di Beppe Maiolino, ma le sue “creature”, che hanno messo radici molto profonde nella comunità fossanese, gli sono sopravvissute e ancora oggi godono ottima salute. La Stagione Culturale è giunta alla sua 37ª edizione, portata avanti con grande caparbietà dalla signora Maddalena, ora vedova di Beppe, con la collaborazione della “Yesterday Viaggi” di Savigliano, presso il Teatro Regio di Torino. L’Unitre di Fossano è giunta al suo 34° Anno Accademico e quest’anno può vantare ben 476 iscritti, dai 25 ai 90 anni di età. Unanimemente riconosciuta come una delle più prestigiose in Italia, oltre ai molti fossanesi attira frequentatori ormai da ogni parte della provincia di Cuneo.

Sono purtroppo venute a mancare le rassegne “Umoristi DOC” e poi “SportHumor”, grazie alle quali Fossano può ben vantare di aver ospitato le firme più prestigiose del panorama vignettistico nazionale e internazionale, personaggi ricchi di acume, immaginazione, creatività, molti dei quali erano sempre presenti “in carne e ossa” il giorno dell’inaugurazione.

La rivista UNITRE INFORMA sopravvive ancora, anche se in forma ridotta, grazie all’Unitre di Fossano che ne fa uscire due numeri all’anno, recapitati a tutti quanti i suoi associati, con la flebile speranza che dalla Nazionale qualcuno si accorga che l’Unitre è attualmente l’unica Associazione in Italia che non tiene i contatti con i propri aderenti tramite un qualsiasi tipo di pubblicazione…
Nonostante siano passati 20 anni dalla sua scomparsa, come dicevo, si può tranquillamente affermare che la figura di Beppe Maiolino è quanto mai presente nel tessuto sociale della sua città, attraverso le realizzazioni che la sua passione, la sua intuizione, la sua esuberanza, la sua generosità, il suo coraggio, la sua intelligenza ci hanno lasciato.

È fuor di dubbio che tutto ciò significa lustro e prestigio per la città di Fossano, che per questo gli è debitrice di un degno e meritato riconoscimento, a imperitura memoria.