Riccardo Garosci

Presidente del Comitato per l’Educazione Alimentare del Ministero dell’Istruzione, racconta come Expo 2015 può lasciare una grande eredità formativa sul grande tema del cibo, dalla Scuola primaria all’Università della Terza età.

Expo: il cibo unisce


garosciAl 31 Ottobre 2015, terminati i sei mesi di Expo Universale, inizia la parte più lunga ed impegnativa sul grande tema dell’alimentazione che ha messo Milano e l’Italia tutta, al centro del mondo dal 1° Maggio scorso. Infatti il nostro Paese ha ottenuto nel 2008 la assegnazione dell’Expo 2015, soprattutto perché ha scelto come tema un argomento così “italiano” e così attuale, da cui il mondo aspetta da noi risposte e proposte: il cibo e la nutrizione del pianeta.

Aver ospitato i padiglioni di oltre 140 paesi, avere visto e scambiato con loro per sei mesi di fila la conoscenza dell’universo alimentare, consentirà ora di continuare lo sviluppo della conoscenza avviata in Expo.

I grandi temi del cibo, come: qualità, diritto all’accesso, rispetto del lavoro che c’è dietro ad ogni prodotto, tradizioni, uso delle materie prime e dell’acqua, valore del territorio, lotta agli sprechi, educazione alimentare, saranno ora patrimonio condiviso del grande sistema di cultura e di informazione continuativa. Un sistema che dura tutta la vita, partendo dalla scuola e proseguendo attraverso tutti i luoghi e gli strumenti dove la conoscenza si allarga e vien condivisa a tutte le età. E sul tema della alimentazione soprattutto chi ha qualche anno in più potrà, e dovrà, ritrasmettere ai più giovani la propria esperienza e la gioia ma anche il rispetto che il cibo merita.

Chi ha visitato Expo a Milano o ha vissuto sul territorio un evento ad esso collegato, ha capito quanto importante sia la informazione su questi temi: il cibo unisce. Una volta divideva (si pensi alle guerre fatte per l’acqua o per un terreno): ora dobbiamo condividere con nuove realtà sociali tradizioni, ricette, uso sapiente delle materie prime ma soprattutto accettare, e conoscere, le diversità.

Oggi le nostre classi scolastiche sono fatte di bambini di origini differenti, anche a tavola, ma che proprio nel prodotto o nel piatto tipico o in una ricetta trovano l’unione nella reciproca tolleranza. La tavola unisce e può rendere più facili migliori rapporti fra parti che magari poco si conoscono e per questo non dialogano: soprattutto la prima e la terza età potranno aiutare la seconda a coabitare, nel rispetto dei diritti e doveri reciproci. E nel cibo  i bambini prima ed i ragazzi poi, conoscendo meglio ciò che si mangia ridurranno gli sprechi, preferiranno prodotti migliori e con più attenzione verso l’ambiente che ci circonda.

Sarà compito anche delle Università della terza età proseguire, anche con corsi specifici, queste conoscenze e poi ritrasmetterle nelle famiglie e verso le nuove generazioni. Così nel dopo Expo visite esterne  a: laboratori, artigiani, cantine, industrie alimentari, orti didattici, saranno sempre più possibili, anche per il tramite degli Uffici scolastici territoriali MIUR, che applicheranno le nuove ‘Linee Guida’ sulla Educazione Alimentare, volute dal Ministro dell’Istruzione e realizzate dal Comitato nazionale del Ministero. Sarà questo il vero patrimonio.

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