Rodolfo Venditti

Fin da ragazzo mi sono appassionato alla musica classica, ho ascoltato e letto molto. Per ascoltare e capire bene la musica è necessario conoscere le personalità dei compositori e, attraverso la conoscenza della loro vita, si acquista la chiave per capire il significato della musica che hanno composto in un determinato periodo della vita.

Dal Tribunale alla Musica


vendittiHo il piacere di incontrare, a Vigone nel giardino della sua splendida casa, il professor Rodolfo Venditti, classe 1925, magistrato e musicologo.

Come magistrato ha vissuto una carriera legata molto alle istituzioni alle idee, alla coerenza. Cene può parlare brevemente?

Io sono entrato in magistratura con molto entusiasmo. Sono nativo di Ivrea e, grazie a mio nonnomaterno che era notaio, sono cresciuto a contatto col mondo del diritto. Ebbi poi la grande fortuna, all’Università di Torino, di avere deiprofessori di notevole livello. Appena nominato Magistrato venni mandato al Tribunale di Saluzzo e poiché vi era l’obbligo che entro i primi cinque anni se ne passassero alcuni in Pretura, chiesi di rimanere a Saluzzo. Successivamente, venni trasferito a Torino dove mi occupai prima della sezione penale e poi di quella civile. Ero molto soddisfatto perché ciò mi consentiva di avere spesso un contatto diretto con gli interessati, con le parti, facevo spesso sopralluoghi e avevo la possibilità di far ragionare queste persone e di avviarle verso una conciliazione.

Cos’è la giustizia per lei?

Giustizia, secondo la definizione tradizionale, è dare a ciascunoil suo, sotto tutti i profili, sia del merito che del demerito. Il giudice quindi, ha il compito di vagliare la persona che ha davanti per scandagliare quali siano i suoi orientamenti, ecco perché, nelle cause sia civili che penali, l’interrogatorio della parte o dell’imputato è fondamentale.

Passiamo alla musica. Cos’è la musica? È vita…

Sì, la musica è vita ed è una vita singolarissima, perché essa ha la capacità di collegare, di unire, di mettere sulla stessa lunghezza d’onda, in sostanza, come una poesia, come la lettura di una bella prosa, come un canto. Ecco, la musica strumentale è incantevole proprio per la sua unità molteplice, perché un’orchestra è un’unità che nasce da una molteplicità notevole. Quest’affiatamento produce un “tutto” che è diverso dalle parti che lo compongono e che acquista una capacità espressiva che è totalmente superiore alle parti. E così, anche nel mio lavoro di giudice, la prima cosa che mi ponevo, di fronte a due cittadini che litigavano, era vedere la possibilità di conciliazione: ascoltavo la ragione dell’uno e dell’altro per farmi intermediario. Tante volte in una causa matrimoniale l’ho fatto. Parlavo prima con uno e poi con l’altro fino a mettere in evidenza i punti di scontro e quelli di possibile avvicinamento, per poi ascoltarli insieme, e finalmente raggiungere l’armonia.

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